Il progetto “Alla scoperta di Placentia. Dal museo alla città e ritorno”

Il presente progetto nasce dalla collaborazione tra il Liceo Statale “Melchiorre Gioia” di Piacenza, nello specifico la classe II Scientifico A – indirizzo Sirio, sperimentazione curricolare volta al potenziamento delle discipline STEAM, l’Associazione culturale Arti e Pensieri e il  Museo Archeologico di Piacenza, afferente ai Musei Civici di Piacenza con sede presso Palazzo Farnese.

L’iniziativa si propone di istituire un collegamento organico e fruibile tra il Museo Archeologico di Palazzo Farnese e il tessuto urbano della città di Piacenza. L’osservazione di un fenomeno ricorrente — quello del turista spesso disorientato, incerto sui percorsi da intraprendere o sui beni da ammirare tra le numerose testimonianze storico-artistiche cittadine — ha portato all’idezione di un progetto partecipato, che vede protagonisti gli studenti del Liceo Gioia. Gli allievi sono stati accompagnati in tutte le fasi del lavoro dalle docenti di classe, prof.ssa Elena Gabbiani e prof.ssa Elisabetta Ghisoni, e dalla dott.ssa Micaela Bertuzzi, archeologa di Arti e Pensieri e referente scientifica per il Museo Archeologico, che ha garantito il supporto metodologico necessario e l’accesso a fonti storiche autorevoli e rigorose, puntualmente elencate in un’apposita sezione del sito. 

L’obiettivo principale del progetto consiste nella valorizzazione e divulgazione dei reperti della Piacenza romana attraverso il posizionamento, nei luoghi di rinvenimento dei manufatti più significativi, di apposite targhette dotate di codice QR. La semplice scansione del codice tramite smartphone rimanda a un sito web realizzato ad hoc dagli studenti del Liceo Gioia, nel quale il visitatore può consultare non soltanto le schede digitali dei singoli reperti, ma anche approfondimenti dedicati alla storia della fondazione della colonia Placentia e ai suoi successivi sviluppi, alla storia del Museo Archeologico stesso e alle finalità del progetto qui illustrate. Il sito è inoltre arricchito da un cospicuo apparato iconografico, comprensivo di immagini dei ritrovamenti e di fotografie immersive a 360 gradi, che consentono una visita virtuale del Museo Archeologico di Palazzo Farnese e di alcune delle sue sale espositive più rappresentative, quali la Sala di Kleomenes e la Sala dei Mosaici, nelle quali sono attualmente custoditi i reperti schedati. Il progetto si configura, pertanto, non solo come strumento di orientamento sul territorio, ma anche come invito esplicito a recarsi presso il Museo Archeologico per ammirare direttamente i manufatti nella loro collocazione attuale. 

In stretta collaborazione con l’Associazione culturale Arti e Pensieri di Piacenza, sono stati individuati, al momento, nove reperti ritenuti particolarmente significativi. A seguito del preliminare nulla osta al progetto da parte della Soprintendenza Archelogia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Piacenza, e dopo un’attenta selezione delle fonti principali — tra cui si segnalano il volume Da Placentia a Placencia di Mattia Cantatore e le guide ufficiali del Museo Archeologico di Palazzo Farnese — si è proceduto alla localizzazione puntuale dei reperti oggetto di schedatura. Gli studenti hanno quindi redatto schede descrittive essenziali, ma corredate di dettagli di significativo interesse, quali la funzione originaria degli oggetti e le circostanze del loro ritrovamento. 

In una fase successiva sono stati realizzati i supporti digitali del progetto, ovvero il sito web e i codici QR. La progettazione delle targhette ha richiesto particolare cura, dovendo coniugare riconoscibilità e coerenza con le finalità dell’iniziativa: il design adottato è risultato pertanto sobrio, chiaro e non invasivo rispetto al contesto urbano, ma al contempo idoneo ad attrarre l’attenzione dei passanti. 

Il progetto, attualmente sviluppato in forma di prototipo, rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del patrimonio archeologico cittadino e di avvicinamento di residenti e visitatori alla storia romana di Piacenza, secondo modalità innovative e accessibili. È prevista una ulteriore estensione e implementazione del prototipo nel corso del prossimo anno scolastico.