Il Museo Archeologico

Nel 1976, il complesso farnesiano, ancora di proprietà demaniale, viene concesso in deposito al Comune di Piacenza, che lo destina a sede dei Musei Civici. La prima sezione dei Musei viene inaugurata nel 1988; la struttura museale cresce negli anni successivi, fino a ospitare le attuali sezioni. L’apertura di una sezione archeologica specificamente dedicata all’origine romana della città viene inaugurata il 16 maggio 2021: vengono aperte quindici nuove sale che ospitano circa 1400 reperti, in gran parte inediti, inseriti in un percorso innovativo, scientificamente coerente e strutturato in senso tematico.

Nel museo archeologico numerosi sono i temi affrontati nelle diverse sale: le popolazioni preesistenti nel territorio piacentino prima della colonizzazione romana; la fondazione della colonia, la forma urbis e le istituzioni della nuova città romana; l’economia, i commerci, la produzione e il ruolo del fiume Po; l’edilizia residenziale e la vita quotidiana; i culti e gli edifici religiosi; i monumenti funerari e le necropoli; la fine del mondo romano e il passaggio all’alto Medioevo.

All’interno della Sezione Romana si ritrovano alcune eccellenze, come il celebre Fegato di Piacenza e l’imponente statua panneggiata firmata dallo scultore ateniese Kleoménes, entrambe valorizzate dal nuovo allestimento, oltre ad alcuni importanti reperti inediti in grado di restituire il volto della città e di ricostruire la vita nella Placentia romana.

Nella sala dedicata alla domus romana si ammirano eleganti mosaici pavimentali e oggetti di uso quotidiano, come frammenti di mobilio e lucerne, strumenti per la scrittura, balsamari per unguenti e profumi, contenitori per il trucco e ornamenti personali, attrezzi per la cura della casa, la filatura e la tessitura, oltre a resti di giochi da tavolo, tra cui una scacchiera del II–III secolo d.C. in terracotta.